luglio 31, 2006
DIZIONARIO DELLE ETICHETTE SOCIALI INADEMPIUTO
Ciao ragazzi, allora, pochi giorni ancora prima di chiudere la seconda parte del dizionario delle etichette sociali.
Nel frattempo due comunicazioni veloci:
* Il numero di settembre si chiamerà DIZIONARIO PRATICO DEI TECNICISMI MUSICALI e sarà incentrato sulla lingua e mitologia musicale.
* Qua sotto, invece, si può trovare l’indice del dizionario delle etichette sociali inadempiuto. (Alcune sono in via di elaborazione, altre le riprenderemo più tardi, altre verranno lasciate cadere)
a.
annusameloni
arbitro
apribocche
asciugone
asciughino
ascaro
asfaltista
abbaione
avvocato delle cause perse
avvocato del diavolo
b.
babao
babbacchione
babbaleo
babbo di ciolla
babbo di minchia
bagarozza
baggiano
bambascione
bambino albanese
banana
Bandanator
Barbai
barbun
basettone
boccione
bimbolino
botolo
buliccio
budri
bunga-bunga
busta
buzzicozza
Bella Gigogìn
Bellantonio
Belli Capelli
borderliner
buzzurro
luglio 30, 2006
Interviste
• un intervistatore che continua ad interrompere l’intervistato, ha lo stesso effetto di un nevrotico con un telecomando in mano. Va detto che questa non è necessariamente una brutta cosa.
• Un intervistatore deve sapere che quando domanda, ascolta, interrompe non lo fa per sé ma per chi ascolterà la registrazione.
Come costruiamo le voci di Brutta Storia
Il gioco delle accezioni
Per ogni lemma bisogna riuscire a beccare la situazione per spiegare un senso della parola. Si possono anche inventare neologismi o meglio ancora, inventare accezioni nuove, come nel caso di coglionauta o zio Billy. Più spiegazioni l’una accanto all’altra danno il senso complessivo del dizionario.
luglio 26, 2006
Registrazioni vocali-mappe mentali
La possibilità di registrare un discorso e riascoltarlo ci mette direttamente in contatto, attraverso il linguaggio, con le mappe mentali delle persone, cioè con la loro soggettiva rappresentazione del mondo. Una rappresentazione del mondo più o meno condivisa da un gruppo di persone o da una comunità si avvicina pericolosamente a ciò che noi conosciamo come realtà. Alla luce di ciò, è facile capire il nostro interesse per le leggende metropolitane, le chansons de geste dei nostri amici, le favole, i racconti dei nonni, le mail scritte di getto, gli sms, i proverbi, le scritte sui muri, gli slang giovanili. Seppure ciascuno in misura diversa, sono simboli che cercano di esprimere in modo adeguato l’ignoto che è nel mondo e nell’anima. La comprensione rende possibile la prensione, presa delle cose, vale a dire un concetto (Begriff) che esprime una presa di possesso. Il concetto corrisponde nella sua funzione al nome dall’effetto magico che si impadronisce dell’oggetto.
Mappa Mentale
Attraverso il linguaggio ciascuno comunica la propria –soggettiva- mappa del mondo, che a sua volta è una –soggettiva- rappresentazione della realtà. Il tutto, filtrato attraverso tre procedimenti universali: cancellazioni (perdita di alcune parti dell’esperienza), generalizzazioni (trasformazione di alcuni aspetti dell’esperienza soggettiva in fatti universali) e deformazioni (distorsione di alcune parti dell’esperienza)
Andrea Lucchini, La Magia Della Scrittura.
luglio 25, 2006
manuale der coatto, LA VITA è ‘NA TEMPESTA MA PIJALLO NER CULO è UN LAMPO
Surfando sul web ho beccato questo manuale assai carino: si tratta di un repertorio di espressioni prese dal romano burino. L’autore ha suddiviso il repertorio per argomenti e ne è uscito un lavoro equilibrato, godibile e meritevole. Roma e la sua periferia si presenta ancora oggi, nonostante l’avanzante standardizzazione della lingua e dei costumi, come uno dei pentoloni linguistici più in ebollizione della Repubblica delle Banane (= l’Italia, per chi fosse non avesse capito). Nun fate li stupidi, ‘nnatece a da’ n’occhio.
Qualche assaggio? Perché no? Abbiamo citato l’autore, per cui.
luglio 24, 2006
A buso, bebi!
A buso è un avverbio di quantità (=tantissimo) usata per lo più a Verona, Vicenza e limitrofi. Non è chiaro quale sia la sua origine, quasi sicuramente non è voce antica, visto che non è registrato nei dizionari, né è chiaro quali emozioni provi l’utente veronese nel servirsene.
A tutt’oggi si sa soltanto che significa “molto” in espressioni idiomatiche del tipo:
Mi sono divertito a buso.
Esistono, in giro per l’Italia, svariate varianti regionali di questa espressione.
A battello
A bestia
A nastro (ricorda in qualche modo le catene di montaggio)
A manetta (compreso pressoché in tutt’Italia, forse perché ha a che fare con la manopola del motorino)
A manella
A randa
A randella
A stecca
A stufa/o (Fica a stufo, è il titolo di un racconto dell’ordinaria follia di Bukowski)
Un altro veronesismo in auge tra i le tribù locali è l’espressione da fogo, specialmente nell’espressione da fogo, vecio!
-Com’è il nuovo XBOX?
-Da fogo, vecio!
Per capire quanto sia diffusa questa espressione, basti dire che esiste una coverband che si chiama, DA FOGO BABY
Ma secondo voi, a buso, cosa vuol dire?
luglio 22, 2006
PPP, perle di poesia popolare
* Ogni gabbietta acquistata un criceto in omaggio
Un noto negozio di animali a Caldiero, vr.
*Occhio! L’universo sembra infinito e invece finisce all’improvviso!
Lavagna di FAN, università di verona.
* Non ho capito perchè non si può studiare tutto il giorno ma si può bere tutte le notti
circolo arci Malacarne, Verona
*Onanista in conto terzi
*Il cervello è il mio secondo organo preferito
Università di Verona, bagni di lingue e letterature straniere
*Sei sensuale sulla pelle, come una grattugia sulle palle
verona, di fronte alla libreria Erasmus
*Cercasi papa disponibile da subito
Campo Santa Maria Formosa, Venezia
*Largo ai giovani e la vecchiaia portinaia!
pronunciato da Enos, al bar della vecchia
*Piano col fagiano!
espressione di dubbio significato pronunciata da un mio amico.
*Fate pena, non fate la guerra
scritta sui muri del bar Da Pizzolo, San Bonifacio (vr).
*Io, alla tua età, saltavo i fossi per il lungo.
pater meus dixit, vr, 2006
* Non sei strafiga, ma mi arrapi.
* Ue, raga, non braccatemi le palle.
* Chi ha fatto piangere la mamma?
scritta sui muri dello zoo di Verona
* Do coio, coio
* Vecchio, sei il pegoriz!
* Io mi autogaso
* Che schiappo di fighe!
* Vecchio, datti fuoco.
* Tirarsela o tirarla dietro?
* TPdF (Ti pare di farcela?) (in dialetto veronese suona molto meglio, te par de farghela?)
* Sei uno Scoglio Nato
* Di riffe o di raffe.
* Non me ne frega una Eva.
* Mi fai le gate ai coglioni
Mangiamargot dixerunt
* Era il casellante che segnava il confine tra il territorio della stupidità e quello della deficienza.
* Io questi salvatori della patria me li mangio alla mattina e li cago alla sera.
* Zidane sta mangiando i gnocchi in testa a Del Piero (vr, 2006, Bracchetto durante Francia-Italia)
* Sì, insomma, anche tu raddrizzi banane col culo. (vr, 2006, Bracchetto dixit)
* Guarda che ti petuffio! (vr, 2006, detto da una mamma al suo bimbo Gigi)
* Sono così sfigato che se mi casca il cazzo mi rimbarza ‘n culo. (Roma, 2006, Mosca dixit)
* È come pulirsi il culo con i coriandoli!
* Oh, due coglioni che mi stava per venire l’elefantiasi allo scroto
* -Noantri c’avemo er colosseo
-Noaltri ciavemo e basta

