Assolo
L'assolo, se bene interpretato, è il momento di sintesi tra il musicista e Dio, perché in quel momento il musicista diventa una sorta di potenza ultraterrena, in quanto sa sintetizzare le forze che sono in campo e dirigerle verso un punto preciso, in modo da riuscire a bucare una tela immaginaria, nella quale se tu applichi forza a sufficienza nel punto giusto, riesci a fare breccia, a superare una sorta di membrana che si crea.
Chi fa l’assolo è un po’ come un guru, un Guardiano Della Soglia. Il Sacerdote dell’Assolo è un ruolo che ad certo punto riceve l’attenzione del pubblico, no?, perché di solito nel momento dell’assolo tutto lo scenario musicale passa in secondo piano rispetto a l’assolo stesso, quindi è come una specie di culmine di un rito in cui il resto degli strumenti crea un’atmosfera, e il sacerdote veicola le energie in un solo atto.
Questo dipende dall’abilità tecnica, dalle possibilità che ha il musicista di esprimersi e dall’ambiente che attiva tutti gli altri musicisti in quel momento. Perciò, se una persona non ha i mezzi per manovrarlo, parte la gran cazzata. Cioè, se l’ambiente in partenza è squallido, è fatica farlo girare, mentre se l’ambiente che lo circonda è evocativo ma il sacerdote dell’assolo non riesce ad avere la dignità tale da supportare tutto il resto, anche lì fa una gran figura di merda.
Però se il sacerdote è degno, è in sinergia con gli altri sacerdoti che in quel momenti celebrano il rito, e tutti loro con l’ambiente circostante, l’assolo riesce a trasportare tutte le energie che sono in moto in una dimensione completamente diversa da quello che t’aspettavi.
Comunque, mi sembra che mi stai facendo delle pippe veramente fantascientifiche.
[registrazione vocale, fonte: conversazioni da bar con Pol degli Eterea, primavera 2006]
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