Effetto Muffin
Morbido, soffice trasbordare della ciccia dai jeans a vita bassa di una ragazza, così chiamato in analogia con la forma del tipico dolcetto di origine inglese, il Muffin appunto, la cui sommità eccede dalla cialda, come una maniglietta dell’amore da una cintura troppo stretta. Ci sono due filosofie di pensiero opposte riguardo all’Effetto Muffin. La prima è pro Effetto Muffin, ed è soprattutto maschile; un ragazzo scorge in questo piccolo dettaglio l’ennesima prova dell’abbondanza e della generosità femminile, per cui l’effetto Muffin riscuote presso il sesso forte lo stesso successo di pubblico e di critica che riscuote la tettona. La seconda corrente di pensiero, composta soprattutto da fighe secche in costante competizione con delle potenziali (e spesso immaginarie) rivali, considera l’effetto Muffin un dettaglio volgare, da aborrire, segno di una inferiorità estetica e qualitativa, precludendosi perciò una delle più grandi gioie della vita: il contatto umano, cotoletta contro cotoletta. Fighe secche, non avete capito un fico secco!
-Posso attaccarmi alle manigliette?
-Vuoi che dimagrisca?
-Nio, mi piacciono da morire, ma ho paura di metterti in imbarazzo!
-TI AMO!
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