Sagra
Data: 12.07.2006 Autore: Maxtrello
festa di paese, di solito allestita in occasione della ricorrenza del santo patrono o per promuovere un prodotto gastronomico tipico della zona. È piuttosto comune perdersi in certi paesini di campagna e ritrovare la strada maestra grazie alle indicazioni per la sagra degli asparagi, del porco o di qualsiasi altra specialità (da sottolineare come i nomi delle sagre siano spesso in dialetto, ad indicarne lo stretto legame con il territorio). L’espressione far sagra si usa per alludere a circostante o a eventi da cui si ricava un certo piacere comunitario (attore 1: “Ragazzi, ho recuperato una bozza di vinello” coro: “Sagra!”). Vero anche, però, che definire qualcosa roba da sagra equivale a sottolinearne il carattere scadente e di poco valore, con allusione all’oggettistica da due soldi che si può acquistare presso i numerosi banchetti sempre presenti in ogni sagra che si rispetti. Nella dicotomia allegria/tristezza, quindi, si gioca tutto il senso e il fascino della sagra: una sagra, infatti, non è mai completamente allegra o completamente triste; quando ci si va, infatti, si viene colpiti dal tipico sentimento sagreste , uno strano mix di sazietà, malinconia, lieve senso di ebrezza e sensazione di essere tagliati fuori dal mondo.
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