Scritte nei bagni
Soprattutto quelli dei maschi, luogo dell’università dove lo studente veronese si libera sia in senso letterale sia in senso metaforico. Molti fra gli studenti veronesi ricordano con piacere il lieto fine dei maldipanza grazie ai bagni dell’università. Vuoi il candore dei muri, la tiepida oscurità o la malinconia spingono il solitario pisciatore a lasciare segni del suo passaggio sopra il pulsante dello sciacquone, “Qui è scattata un’idromerda improvvisa”, recita con malcelato orgoglio una delle iscrizioni nei bagni maschili del sotterraneo dell’ala di Lingue. In effetti il palcoscenico offerto dal muro dei bagni è per molti l’unica occasione di ribadire la propria fede religiosa, le proprie convinzioni politiche, di gridare a tutti la propria opinione. “A chi piace la figa, faccia un segno sotto questa riga”, si legge nei bagni maschili del CLA, testimonianza del cameratismo veneto: aldilà delle differenze razziali, sono gli ideali veri che tengono unite le comunità. A volte imperativi morali sono scagliati contro i mali più gravi dell’Italia, come nei bagni della mensa, dove in caratteri cubitali si poteva leggere la pesante accusa sociale di un nordista, “Terroni smettetela di rubare i sussidi per il terremoto!”, e la querula risposta di un sudista, “Sì, ma almeno fatte smettere il terremoto”. I bagni dell’università di Verona, in questo senso, si fanno luogo di incontro delle frantumate identità italiane. Uno dei temi più discussi è naturalmente la politica. Ogni studente italiano ama inconsciamente la politica; questo fenomeno è in parte dovuto alla forma di governo che l’Italia si è data: teoricamente il parlamento italiano dovrebbe fungere da organo democratico al servizio delle esigenze e delle opinioni dei cittadini, praticamente il cittadino italiano e le sue esigenze non se li caga nessuno, se uno ha maldipanza, se lo tiene. Ecco perché l’italiano di primo acchito potrebbe sembrare apolitico e individualista. Questo inespresso interesse per la politica, quando trova il muro bianco di un gabinetto non può fare a meno di venire a galla, trascinando con sé memoria storica e individuale. È questo lo spirito che sottende la seguente disputa, che è possibile visitare tutti i giorni nei bagni dell’aula studio di San Vitale:
FATTI:
1) stato etico 2) corporazioni 3) difesa della razza italica
w il duce w il fascismo w la rivoluzione (aggiunto)
se ti rendessi conto di ciò che ha comportato il duce e il fascismo, come qualsiasi altra forma di totalitarismo, proveresti vergogna per ciò che hai scritto. Se invece ne sei convinto provo io vergogna per te.
senti “compagno” il duce e il fascismo hanno portato solo benessere in Italia altro che il tuo comunismo torna in Russia va’
Dai che uno di questi giorni ti do un po’ di benessere col manganello e olio di ricino, tanto per cominciare…
Non è certo l’unica lezione politica presente sui bagni dell’università ma noi, che in questo dizionarietto non ci proponiamo altro che dare qualche accenno, passeremo a trattare dell’ultimo uso dei muri dei gabinetti all’università di Verona. Questo è un argomento spinoso, perché da una parte mette in evidenza una cosa che la popolazione veronese considerava debellata, l’omosessualità, dall’altra attiva tutte quelle reazioni di ostilità, come l’insulto, lo sfottò e la supposizione, retaggio della diffidente cultura giudaico-cristiana. Quindi, tanto per cominciare, diciamo subito ebbene sì, ragazzi, i gay ci sono anche nella felice oasi dell’università di Verona, sono fra noi e a volte sono anche più felici di noi. E usano i muri dei bagni come bacheca degli appuntamenti. “Ragazzo ventiquattrenne conoscerebbe altri ragazzi per fare amicizia e dopo… solo i belli, max trent’anni. Astenersi grassi e brutti”, ha scritto qualcuno con un pennarello indelebile nero e maliziosa civetteria (volendo solo i belli, ci fa presupporre che pure lui sia bello…). La tipica reazione dello studente veronese a siffatta proposta di outing si trova più sotto, scritta a matita: “lascia il n° di telefono che poi ci becchiamo e vengo lì con un randello di quelli pesanti”.
Torna Indietro




Dai la tua definizione