Cesso
L'inscopabilità fatta umano.
Metti un normale ragazzo in disco. Gira. Sbevacchia i suoi cocktail, magari. Balla casualmente in prossimità di una figa. Ad un certo punto prende la decisione e va dalla tipa che stava puntando. Ciao, come va?, dice lui. Non rompermi i coglioni, dice lei e se ne va. Magari il ragazzo normale ci prova una a una con tutte quelle attorno ma non ne viene fuori, magari. Ecco, in quell’unico momento in cui è solo, un cesso lo abborda, Ciao, come va? Si tratta di solito di una tua amica che non caghi mai quando stai insieme ai tuoi amici. Non che tu sia un bell’uomo, magari, due di picche ne hai già ricevuti nella vita, perciò combatti la tentazione di mandarla a cagare. Fai finta di essere interessato alla conversazione e dal quel momento, tutti i tuoi propositi di cuccare vengono smerdati dalla presenza del cesso, che ti si appiccica addosso e non ti molla più. Rimanete soli tutta la serata, magari, e dopo svariate bibite alcoliche, magari c’hai pure il coraggio di fartelo, il cesso. Cerchi il punto della pista dove la folla è più fitta, magari, e za-zac, le metti la lingua in bocca, e via e vabbuo’, dici, questo c’ho davanti agli occhi, e perciò li chiudi. Quando li riapri, hai cinquant’anni, sei sposato, hai due figli arroganti e non sai com’è potuto succedere.
[registrazione vocale, fonte: conversazioni da bar con Calamaro, estate 2006]
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